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Il mio modo

Un approccio naturale, lento quando serve, concreto sempre.

Fare il giardiniere, per me, non è “rifare il verde”: è prendere cura di un piccolo ecosistema che esisteva già prima che arrivassi io. Il mio lavoro inizia sempre da un’osservazione: com’è fatto il suolo, quanta luce arriva, cosa vive in quel pezzo di terra e chi deve viverci, ogni giorno, dentro e intorno al giardino.

Ogni giardino è un habitat

Un giardino non è un salotto all’aperto: è un habitat. Piante, insetti, uccelli, microorganismi e persone lo condividono. Quando progetto o curo un giardino cerco di tenere in piedi questo equilibrio: scelgo piante giuste per il luogo, lascio spazio alla vita spontanea, evito interventi che rompono ciò che funziona già.

Un habitat sano è anche più facile da mantenere: meno irrigazione forzata, meno trattamenti, più gusto.

La salute parte dal suolo

Il segreto di un giardino bello è sotto i tuoi piedi. Un suolo vivo — ricco di materia organica, lombrichi e microrganismi — nutre le piante, trattiene l’acqua e resiste meglio a malattie e siccità.

Per questo lavoro quasi sempre dal basso: compost e ammendanti naturali, sfalcio misurato, niente diserbanti di massa. Il verde che ne nasce non è solo più bello: è più resistente.

Matteo

Mi chiamo Matteo, sono giardiniere professionista e da anni seguo giardini, terrazzi e orti con questo approccio.

Formazione

  • Diploma di giardiniere professionista
  • Corsi di specializzazione su suolo vivente, potatura e irrigazione

Attestati

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